Giovanna STRADA

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BIOGRAFIA

Giovanna STRADA.CV

Giovanna Strada, nata a Ragusa nel 1960, ha frequentato i corsi di Industrial design alla Scuola Politecnica di Milano, avendo tra i suoi professori Bruno Munari, Gaetano Kanitzsa e Nino Di Salvatore. La sua ricerca muove sin dall’inizio tra il design e la pittura concretista, sullo studio della percezione visiva, sulla base di principi gestaltici e analisi psicologiche.
Le sue opere, costituite da figure elementari – il cerchio e il quadrato – e da una scelta cromatica riferibile ai colori complementari e alla coppia oppositiva bianco-nero, strutturate da una logica costruttiva, si relazionano e si sviluppano nello spazio interagendo con l’ambiente architettonico.

Negli anni Novanta sperimenta gli “spazi virtuali”, caratterizzati da piccole unità pittoriche giustapposte sulla parete secondo relazioni logico-geometriche che danno vita a figure latenti, dove il vuoto interagisce con l’opera creando situazioni spaziali dinamiche.

Dagli anni Duemila adotta l’antitesi cromatica esclusiva di bianco – nero; una figura di riferimento consente lo sviluppo di molteplici unità con identità e configurazioni diverse, la comparazione tra le diverse unità è l’essenza della percezione. La figura di riferimento, grazie alla sua particolare configurazione, permette la costruzione di strutture complesse ed estese che si svolgono sulle pareti, in percorsi orizzontali e verticali ritmati, che apportano all’opera una ricchezza visiva e interpretativa in cui l’osservatore scopre variazioni e combinazioni differenti ed affina le sue capacità ermeneutiche.
Unità – interazione – spazio sono i temi di questa sua ricerca in bianco e nero.

Nell’ultima serie di lavori, ha ripreso lo studio sulle figure latenti, in una visione nuova e più essenziale, generate dall’interazione di vuoti e pieni, che alternandosi nello spazio, creano una zona d’interscambio tra spazi reali e spazi immateriali, ciascuno in grado di dialogare con l’altro.
Le sue opere installative, interagiscono e si sviluppano nello spazio architettonico, l’osservatore diviene protagonista nella costruzione dell’opera, affina le sue capacità percettive, mette in atto un processo mentale in base al proprio vissuto e alla propria immaginazione.
Lo spazio viene vissuto come esperienza spazio-temporale, in cui la combinazione di sensazioni visive e cinestesiche intervengono cogliendo il cambiamento dell’oggetto attraverso i vari punti di vista.

Il suo lavoro è stato selezionato in mostre nazionali e internazionali.

Dal 1998 è partner dello studio Micieli Design Workshop di Milano.